• Ambiente

    Ambiente

    Environment

  • Agricoltura

    Agricoltura

    Agriculture

  • Salute

    Salute

    Health

  • Diritti Umani

    Diritti Umani

    Human Rights

  • Nutrizione

    Nutrizione

    Nutrition

icone agricol

icone NUTR

icone salute

icone DIRITTI

icone ambiente

icone VIDEO

Salute

Interferenti endocrini: Troppe sostanze chimiche nel Po

Interferenti endocrini: Troppe sostanze chimiche nel Po



«Le acque del Po presentano livelli molto elevati di Interferenti Endocrini (IE) che attraverso la catena alimentare, vengono assimilati dai pesci. Questa esposizione si ripercuote sull’apparato riproduttivo e provoca l’intersessualità: un’alterazione che mette a rischio la sopravvivenza della specie». Lo studio è stato presentato da Luigi Viganò dell’Istituto Ricerca sulle Acque del Cnr a “Sicura 2009”, Convention sulla Sicurezza Alimentare e Nutrizione che si tiene a Modena.(...) Recenti studi sull’alterazione del sistema endocrino umano da parte degli IE, hanno dimostrato che l’esposizione è correlata all’insorgere di determinate patologie. «Nel lungo periodo - spiega Alberto Mantovani, direttore del reparto di Tossicologia Alimentare e Veterinaria dell’Istituto Superiore di Sanità - la contaminazione tramite la dieta e il bioaccumulo ha aumentato il rischio di disfunzioni organiche, ghiandolari e addirittura di interi sistemi, quali quello riproduttivo, nervoso ed immunitario». I principali effetti nocivi di tali sostanze negli esseri umani sono i disturbi neurocomportamentali nei bambini e l’aumento del rischio di infertilità da adulti.

L'articolo:

http://ilrestodelcarlino.ilsole24ore.com/modena/2009/05/28/183710-troppe_sostanze_chimiche.shtml


Il seminario di “Sicura 2009”:

http://www.ausl.mo.it/dsp/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/836


Informazioni di base:

http://www.iss.it/inte/

http://www.venetoambiente.net/salute/htm/fattori_rischio_ie.asp

http://www.wwf.it/UserFiles/File/News%20Dossier%20Appti/DOSSIER/detox/Effetti%20interferenti%20endocrini.pdf

 

 



Stampa

L'Italia chiamò (My country called)

L'Italia chiamò (My country called)


Dopo aver partecipato alle missioni di pace in Iraq, Kosovo e Bosnia, ammalati di tumore per l’avvelenamento da uranio impoverito, Luca, Emerico, Angelo e Salvatore raccontano le loro storie, in cui si intrecciano la volontà di guarigione, il difficile ritorno alla vita e la dolorosa sensazione di abbandono da parte delle istituzioni. Viaggio toccante all’interno di un male, la “sindrome dei Balcani”, che ha già ucciso 164 giovani in divisa e di cui, nonostante i 2500 malati conclamati, nessuno sembra volersi occupare.

The original film title takes the last words of the refrain of the Italian national anthem. The film tells the story of Luca, Emerico, Angelo and Salvatore--four soldiers sent on peace mission to Iraq, Kosovo, and Bosnia--who later developed cancer from exposure to depleted uranium. Their accounts interweave the drama of recovery from cancer, return to civilian life, and indifference by state institutions. A compelling enquiry into a disorder known as the Balkan syndrome which has aroused little concern despite the deaths of 164 young soldiers and the 2500 cases reported so far.


Il film:

http://www.cinemambiente.it/?action=film&id=3042


Il libro:

http://www.edizioniambiente.it/eda/catalogo/libri/277/


Il sito:

http://www.litaliachiamo.net/


Il blog di uno degli autori:

http://www.leobrogioni.net/2008/06/litalia-chiam.htm

 

 


Stampa

WHO Report: "Protecting health from climate change"

WHO Report: "Protecting health from climate change"



In risposta ad una Risoluzione sui cambiamenti climatici e la salute dell'Assemblea mondiale sulla salute (World Health Assembly, Wha), adottata nel maggio del 2008, l'Organizzazione mondiale per la salute (World Health Organization, Who) ha condotto una consultazione a livello internazionale con esperti, operatori, ricercatori e rappresentanti di agenzie sia dell'Onu sia fuori del sistema delle Nazioni Unite del settore.
I risultati di questa consultazione sono stati raccolti in una nuova pubblicazione della Who intitolata: «Proteggere la salute dai cambiamenti climatici: priorità per la ricerca a livello mondiale», che fornisce indicazioni sui principali contributi che la comunità scientifica della ricerca può fornire per proteggere la salute umana. (…)


L'articolo:

http://www.vglobale.it/NewsRoom/index.php?News=5708


Il Rapporto:

http://www.who.int/phe/news/madrid_report_661_final_lowres.pdf


Il sito web WHO dedicato ai rapporti ambiente – salute:

http://www.who.int/globalchange/en/

 

 



Stampa

Lotta al tabagismo

Lotta al tabagismo


"Durante il XX secolo l'epidemia di tabacco ha ucciso 100 milioni di persone nel mondo. Se non verranno intraprese azioni urgenti nel 2030 ci saranno più di 8 milioni di morti l'anno per il tabacco e più dell'80% delle morti di tabacco avverrà nei Paesi in via di sviluppo". E' questo il quadro allarmante contenuto nel "Rapporto 2008" sul tabagismo dell'Osservatorio su fumo e alcol (Ossfad) dell'Istituto Superiore di Sanità, diffuso oggi sul sito dell'ISS in vista della Giornata Mondiale senza Tabacco, che si terrà il 31 maggio 2009.

Le stime per il XXI secolo sono ancora più nere: le morti per tabacco saranno 1 miliardo. Le multinazionali di sigarette stanno facendo gli affari più grandi nei Paesi in via di sviluppo, in particolare in Asia e nell'Europa dell'Est. Circa i 2/3 dei fumatori nel mondo vivono in 10 Paesi, di cui i primi tre sono Cina, India e Indonesia.(...)

Il tema scelto dall'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) per celebrare la Giornata Mondiale senza Tabacco è: "Tobacco Health Warnings" - "Avvertenze Sanitarie sul Tabacco". Le avvertenze sanitarie sul tabacco visibili sui pacchetti di sigarette sono tra le misure più incisive contro l'epidemia globale del tabacco. Per tutto quest'anno e il seguente, l'OMS esorterà i governi ad adottare le avvertenze sanitarie sul tabacco, che si sono rivelate altamente efficaci, incluse quelle che ricoprono più della metà del pacchetto, quelle visibili sia davanti che dietro il pacchetto e quelle che contengono figure.

 

L'articolo:

http://www.helpconsumatori.it/news.php?id=23528


Il Rapporto italiano:

http://www.iss.it/binary/ofad/cont/Relazione%20Pacifici.1212153977.pdf


Istituto Superiore di Sanità – OSSFAD:

http://www.iss.it/ofad/index.php?lang=1


WHO Tobacco Free Initiative:

http://www.who.int/tobacco/wntd/2009/en/index.html

 

 

Stampa

Medicusmundi: Campaña Stop Malaria Now

Medicusmundi: Campaña Stop Malaria Now



Con casi 300 millones de casos al año, la malaria es una enfermedad que en 2008 mató a casi un millón de personas en el mundo, el 90% de ellas en África Subsahariana. La mayoría de estas muertes se producen en niños y niñas menores de 5 años, que junto con las mujeres embarazadas, son los dos grupos de población más vulnerables.

Aproximadamente la mitad de la población mundial está en riesgo de infectarse por el parásito que se transmite por la hembra del mosquito anopheles. Actualmente, en 109 países la malaria es una enfermedad endémica lo que les obliga a destinar gran parte de los escasos recursos de que disponen a combatir esta enfermedad, lo que reduce su capacidad de desarrollo y empobrece aún más. Por ejemplo, en África este gasto corresponde al 40% del total invertido en salud.

Para conseguir alcanzar una de las metas del objetivo 6 de los Objetivos para el Desarrollo del Milenio (ODM), “Haber detenido y comenzado a reducir, para el año 2015, la incidencia del paludismo y otras enfermedades graves”, debemos frenar la prevalencia de esta enfermedad.

La comunidad internacional se ha movilizado para luchar contra la malaria, y a pesar de haber conseguido algunos resultados, los compromisos adquiridos en la Asamblea Mundial de la Organización Mundial de la Salud de 2005 (reducir los casos de malaria y mortalidad por su causa en un 50% antes de 2010 y al menos un 75% antes de 2015; lograr un 80% de cobertura y uso de las intervenciones preventivas y curativas para la población para el año 2010; conseguir cumplir el Objetivo de Desarrollo del Milenio relativo a esta enfermedad) no se han cumplido.

Medicusmundi forma parte de la Campaña Stop Malaria Now! que, junto con otras ONGD europeas y africanas, está luchando para sensibilizar a la sociedad y sobre todo a los gobiernos respecto a las medidas necesarias que hay que tomar para acabar con esta pandemia.

Es necesario incorporar en las agendas de cooperación la lucha contra esta enfermedad, pero la experiencia nos muestra que no vale cualquier estrategia. La estrategia de lucha contra la malaria debe dotarse de los siguientes elementos:

1.- Presupuesto adecuado para cumplir los compromisos adquiridos tanto por parte de los países donantes como de los receptores (destinar el 15% del PIB a educación y salud), sobre todo en estos momentos de crisis económica. Una disminución de la AOD y del dinero destinado contra la malaria tendrían consecuencias muy graves en la salud mundial. España, como uno de los países que más se implican en la lucha contra la malaria, deberá liderar un compromiso europeo para asegurar los recursos necesarios para combatirla.

2.- Luchar de manera integral contra esta enfermedad: el mayor problema que tienen estos países es la fragilidad de sus sistemas, y si queremos que las acciones se sostengan a largo plazo, debemos reforzar sus sistemas de salud, que deberán garantizar los logros de las iniciativas. Por lo tanto, estas estrategias siempre deben contemplar el refuerzo de los sistemas de salud locales.

3.- Mejorar la calidad de las intervenciones, adecuando las estrategias de lucha contra la malaria al contexto sociocultural: a veces queremos que la realidad se adecue a nuestras estrategias y no al revés. A pesar de que las estrategias generales mencionadas son muy válidas, no vale con que distribuyamos las soluciones entre la población (mosquiteras, tratamientos), debemos asegurar que se usen y se usen correctamente. Para ello debemos incorporar la participación de estas comunidades en estas estrategias. Si no lo hacemos así, muchas estrategias no tendrán el impacto deseado en la lucha contra la enfermedad.


Medicusmundi, a través de sus diferentes asociaciones, está llevando a cabo numerosas actividades cuyo objetivo principal es el de sensibilizar a la población sobre este problema, para que ésta se comprometa en la lucha contra la malaria, que sobre todo depende de las decisiones que tomen nuestros gobiernos en España y Europa a este respecto.

Coincidiendo con el Día de la Malaria, medicusmundi ha viajado acompañada por dos reporteros de TVE a los proyectos de cooperación con la población pigmea de Camerún, donde el problema de la malaria se intensifica debido a sus condicionantes culturales.

El reportaje que ha sido realizado gracias a este viaje se pudo ver el sábado 25 de abril en el espacio “Informe Semanal” de TVE.


El dosier:

http://lacomunidad.elpais.com/medicus-mundi-cc-alicante/posts

 

 


Stampa

Cambio climático sería mayor amenaza de salud del siglo

Cambio climático sería mayor amenaza de salud del siglo



Los países en vías de desarrollo carecen de información esencial sobre su vulnerabilidad ante el cambio climático, y deben desarrollar sus propias estrategias para combatir las consecuencias del calentamiento global, señalan expertos en salud.
Las conclusiones de los investigadores son parte de un informe sobre los efectos del cambio climático en la salud realizado en conjunto por la revista médica
The Lancet y el University College London del Reino Unido, y publicado esta semana (14 de mayo).
El informe hace énfasis en las consecuencias sanitarias que tendrá el cambio climático: cambios en los patrones de las enfermedades y en la mortalidad, la comida, el agua y los sistemas higiénicos; vulnerabilidad de los refugios y asentamientos humanos; y un incremento de las catástrofes naturales y de la migración.

El cambio climático es un problema de salud, no sólo un tema medioambiental; y los países pobres son los que más sufrirán las consecuencias, señalan los autores.
En comparación con el mundo desarrollado, la salud de los habitantes de África y el sur de Asia se verá 500 veces más afectada. Sin embargo, la información en estos lugares es escasa, dice Anthony Costello, autor principal del estudio y profesor de salud infantil a nivel internacional en el Instituto de Salud Global del University College London. (…)


El articulo:

http://www.scidev.net/es/news/cambio-clim-tico-ser-a-mayor-amenaza-de-salud-del-.html

 

Altre fonti:

http://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=26451

 

El informe:

http://www.thelancet.com/journals/lancet/article/PIIS0140-6736(09)60935-1/fulltext?_eventId=login

 

 



Stampa