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Resuscitare… il Morto

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Resuscitare… il Morto

 

Una cosa del genere poteva succedere solo in Palestina!

Si sà che da secoli il Verbo di un tale che si era specializzato in miracoli lacustri (si tramanda che in molti lo videro camminare a piedi nudi sull’acqua…) abbia fatto proseliti da quelle parti. Peraltro per molte altre cose che aveva detto non lo stettero molto a sentire: anzi, alcuni si risentirono e decisero di dargli una lezione. Ma inutilmente. Un altro miracolo, la smaterializzazione del corpo et voilà, un trucco che nessuno mai è riuscito a ripetere, nemmeno il grande Houdinì: la resurrezione!

Eppure avrebbero dovuto capirlo che la morte per Lui non esisteva: il suo amico Lazzaro era là a testimoniarlo!

Ma veniamo a noi, ai tempi nostri e al nostro Morto (il Mar Morto): il suo livello scende di circa un metro all’anno a causa delle sempre più scarse acque del suo immissario, il fiume Giordano. A questo ritmo il lago più salato al mondo tra 50 anni potrebbe esser morto davvero.

E’ a questo punto che entra in gioco il deus ex machina moderno, il “salvatore” (mi si consenta il minuscolo, per rispetto all’Originale…) di tanti Paesi poveri e derelitti: il Banco Mondiale!

Con un finanziamento di 15 milioni di dollari l’entità suprema della finanza mondiale ha dato il via ad uno studio per pompare acqua dal Mar Rosso, attraverso un canale di 200 km.

Malgrado il fatto che sia carente di vita, il Mar Morto (un lago salato che detiene il record di depressione, trovandosi a 400 metri sotto… il livello del mare) costituisce una risorsa naturale unica per i 3 Paesi che vi si affacciano: Giordania, Israele e Territori palestinesi. Alla tradizionale estrazione del sale si è unita negli ultimi anni, oltre al turismo, una fiorente industria di prodotti terapeutici e di bellezza.

Il progetto di resuscitare… il Morto è stato accolto con grande entusiasmo dai rappresentanti dei tre Paesi coinvolti, assai meno dagli specialisti nel campo delle risorse idriche e dagli esperti ambientali. Secondo alcuni il canale ammazzerebbe definitivamente il già cadaverico “paziente” vista la differente composizione chimica delle acque del Mar Rosso.

Il canale, nel suo progetto vivificatore, sfrutterebbe il suddetto dislivello tra i due mari producendo, attraverso apposite turbine, energia utile per desalinizzare metà dell’acqua e raddoppiare la densità salina dell’altra metà che sarebbe così destinata ad elevare il livello del “moribondo” de cuius.

Siccome in ballo c’é, secondo i calcoli preliminari, la produzione di 850 milioni di metri cubi di acqua potabile che verrebbe ripartita tra Giordania, Israele e Stato palestinese (e considerando che la regione ha un deficit idrico di circa 30.000 milioni di metri cubi di acqua) è molto probabile che, a dispetto di tutti i dubbi degli scienziati (i soliti miscredenti) il miracolo… si farà!

Il vero miracolo però verrà dopo: chi sarà in grado di ripartire equamente le acque, dando a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio?

* * *

Sull'argomento:

http://viaggi.repubblica.it/articolo/mar-morto-il-piano-per-salvarlo/223907?ref=HRLV-9

 

 

 
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