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Recensione: La creazione

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LA CREAZIONE

di Edward O. Wilson, Adelphi, pp. 198, Euro 19,00

 

Darwin formula la sua teoria sull’origine delle specie in un periodo storico in cui si ignoravano ancora le leggi dell’ereditarietà (scoperte da Mendel), il codice genetico e lo stesso DNA, tutta la citologia e l’anatomia moderna, la fisiologia che studiano i nostri medici e, soprattutto, la vastissima e complicatissima biochimica cellulare. L’essere vivente ci appare oggi - sui nostri testi scolastici - come “una complessità irriducibile”, ovvero come un sistema che svolge un insieme di funzioni che non sono né prevedibili né incluse nei “pezzi” di cui è composto. La ragione rifiuta spiegazioni affidate al “caso”, in biologia così come in ogni campo dell’attività umana, e riconosce invece che il mistero, oggi, dopo tutte le scoperte scientifiche che conosciamo, si è fatto più fitto di prima. Si dice che solo lo 0,5% del DNA ci separi dalla scimmia: dove cercare allora la fonte del nostro linguaggio, della nostra intelligenza, dell’arte, della civiltà, dell’autoironia, della coscienza e del senso religioso, che ci fanno così diversi e così unici nell’Universo?

Interrogarci su di noi, essere umani, e sulla nostra “diversità” rispetto alle altre forme viventi che abitano la Terra - senza le quali non potremmo sopravvivere - significa riflettere sull'origine delle specie e, sempre di più, sulla loro evoluzione e sulla direzione che imprimeremo al futuro che condivideremo con loro.

Ma l'umanità, prigioniera della propria strategia arcaica della sopravvivenza a breve termine, è ancora troppo concentrata su se stessa e sui propri bisogni, e sta distruggendo la natura con la forza di un meteorite.

Entro la fine del secolo, metà di tutte le specie potrebbero essere definitivamente uscite di scena: la causa di questo inarrestabile declino della biodiversita' della Terra, spiega Wilson, é nel acronimo HIPPO, ovvero Habitat loss (perdita di habitat), Invasive species (specie aliene dannose, ovvero importate in alcune zone e che ne sostituiscono altre), Pollution (Inquinamento), Population (sovrappopolazione), Overharvesting (sfruttamento eccessivo mediante caccia pesca e raccolta). Non sfuggirà che questi fattori spesso si combinano, a volte sono uno conseguenza dell'altro e tutti sono riconducibili all'uomo.

Siamo alla fine del gioco e il più grande degli entomologi viventi, Edward Wilson, scienziato rigoroso e appassionato, ci porta per mano alla scoperta di ciò che molti di noi non sanno per ignoranza o fingono di non sapere: i costi materiali e spirituali per le generazioni future rischiano di essere sbalorditivi, ma a scongiurare tutto questo non bastano mere considerazioni utilitaristiche.

Per risultare realmente efficace, la strategia di conservazione deve tentare di collegare l'approccio razionale tipico della scienza con quello più emotivo e spirituale offerto da un risveglio generale delle coscienze in ogni parte del globo che coinvolga uomini di nazioni diversi per razza, condizioni di vita, pensiero, religione.

La religione, appunto. Non a caso Wilson utilizza l'escamotage narrativo di iniziare e condurre sino alla conclusione il suo libro nella forma di una lettera indirizzata a un immaginario uomo di chiesa, nella fattispecie un pastore della Chiesa Battista e lo invita a riporre le reciproche convinzioni sull'origine del pianeta in nome della sua salvezza. Un incontro al di qua della metafisica tra le forze più potenti del mondo d'oggi, religione e scienza.

Qual è il terreno comune di incontro? L'attenzione e la cura della vita, rammenta Wilson nel capitolo conclusivo, l'unico fine che possa giustificare una "santa"alleanza tra chi ritiene che Dio abbia creato il mondo e chi pensa che la vita è sorta da sola attraverso le mutazioni casuali e la selezione naturale di molecole codificanti l'informazione. Questo appello è l'essenza di un lucido e appassionato saggio che ha il pregio di rivolgersi insieme alla mente e al cuore degli uomini.
"Propongo di mettere da parte- suggerisce Wilson- ciò che ci separa per salvare insieme la Creazione. La difesa del vivente ha un valore universale. Non sorge da dogmi religiosi o ideologici né li promuove, ma serve gli interessi dell'intera umanità, senza discriminazioni".

Forse “La creazione” non servirà a convertire il reverendo cui e' indirizzata alla fede evoluzionista ma, se fosse adottato nelle scuole di ogni ordine e grado, potrebbe davvero fare...miracoli.

 

* * *

Il signore delle formiche e il metodo scientifico:

http://aulascienze.scuola.zanichelli.it/biologia-e-dintorni/2011/04/10/il-signore-delle-formiche-e-il-metodo-scientifico/

 
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