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Diritti Umani

Rapporti annuali sui Diritti Umani

 

Rapporti annuali sui Diritti Umani



United Nations – Human Rights Council

The Universal Periodic Review (UPR) is a unique process which involves a review of the human rights records of all 192 UN Member States once every four years. The UPR is a State-driven process, under the auspices of the Human Rights Council, which provides the opportunity for each State to declare what actions they have taken to improve the human rights situations in their countries and to fulfil their human rights obligations. As one of the main features of the Council, the UPR is designed to ensure equal treatment for every country when their human rights situations are assessed.

http://www.ohchr.org/EN/HRBodies/UPR/Pages/Documentation.aspx


Rapporto 2008 di Amnesty International

Pubblicato nel 60° anniversario della Dichiarazione universale dei diritti umani, il Rapporto Annuale 2008 di Amnesty International è dedicato a tutte le donne e a tutti gli uomini che con coraggio continuano a porsi in prima linea a difesa dei diritti umani.
Questo Rapporto documenta lo stato dei diritti umani in 150 Paesi e Territori, rivelando un mondo lacerato da disuguaglianze, sfregiato da discriminazioni e stravolto da repressioni politiche.
Il volume intende essere la dimostrazione di come, per realizzare la visione, enunciata dalla Dichiarazione, della "libertà dalla paura e dal bisogno" vi sia un unico modo possibile: quello di lavorare per assicurare che l'indivisibilità dei diritti sanciti dalla Dichiarazione diventi davvero una realtà per tutti.

Il Rapporto: http://www.amnesty.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/105


Rapporto 2008 di Human Rights Watch

L'Organizzazione non governativa HUMAN RIGHTS WATCH(HRW) ha pubblicato a gennaio 2009 il suo rapporto annuale sulla situazione dei diritti umani nel mondo. Nelle 500 pagine del documento vengono analizzati più di 90 Paesi.

Il Rapporto: http://www.hrw.org/world-report-2009


Rapporto annuale USA sul rispetto dei diritti umani nel mondo

Il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti ha pubblicato il suo rapporto annuale sul rispetto dei diritti umani nel mondo. Il volume, intitolato “The Country Reports on Human Rights Practices for 2008”, riporta dati relativi a 190 Paesi.

Il sito: http://www.state.gov/g/drl/rls/hrrpt/2008/index.htm


La Relazione del Parlamento europeo sulla situazione dei diritti fondamentali nell'UE

La relazione sulla situazione dei diritti fondamentali nell´Unione europea dovrebbe essere approvata dal Parlamento europeo a cadenza annuale, anche in virtù dell´importanza che questa sorveglianza istituzionale riveste - eppure sono dovuti passare sei anni (l´ultima relazione è stata adottata nel 2003) perché il Parlamento la approvasse.

Il Rapporto:

http://www.europarl.europa.eu/sides/getDoc.do?pubRef=-//EP//NONSGML+REPORT+A6-2008-0479+0+DOC+PDF+V0//IT&language=IT

 

Rapporto di monitoraggio sullo stato di attuazione dei Patti ONU sui diritti umani in Italia

Il 19 giugno 2007 è stato presentato un rapporto di monitoraggio sullo stato di attuazione del Patto internazionale sui diritti civili e politici e sul Patto internazionale sui diritti economici e sociali redatto dalle associazioni e Organizzazioni Non Governative aderenti al Comitato per la promozione e la protezione dei diritti umani.

Il sito: http://www.unicef.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/376

 

 


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Darfur

 

Darfur


 

In 6 anni la guerra civile in Darfur ha causato tra le 200 mila e le 400 mila vittime e 2,8 milioni di sfollati. L'aspettativa di vita é di 35 anni per gli adulti e 6 per i bambini. Il bilancio é dell'associazione 'Italians for Darfur' che ha presentato a Roma un rapporto sulla situazione nella regione sudanese.

Il rapporto: http://www.itablogs4darfur.blogspot.com/2009/02/rapporto-2008-sulla-crisi.html

La registrazione audio della presentazione:

http://www.radioradicale.it/scheda/273726/presentazione-del-rapporto-2008-di-italians-for-darfur

 

Informazioni di base:

http://it.wikipedia.org/wiki/Darfur

http://it.wikipedia.org/wiki/Conflitto_del_Darfur


Approfondimenti:

http://www.unicef.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/1784

http://www.segretariatosociale.rai.it/atelier/altriluoghi/darfur/darfur.html

http://www.rainews24.it/ran24/speciali/darfur/default.htm

http://www.italianblogsfordarfur.it/index.php?page_file=darfur.php

http://passineldeserto.blogosfere.it/2006/06/darfur-intervis.html

http://www.radioradicale.it/argomenti-av/darfur

http://www.ilreporter.com/notizie/2009/02/18/darfur-civili-a-rischio

http://www.secondoprotocollo.org/index.php?option=com_content&task=view&id=1603&Itemid=1

http://www.internationalia.net/2009/03/04/sudan-alle-origini-della-guerra-del-darfur/


Video:

http://www.youtube.com/watch?v=v_bQc5ZPFyw


Il film:

http://www.cinemafrica.org/spip.php?article659

 

Il mandato d'arresto della Corte Penale Internazionale dell'Aja per il Presidente del Sudan:

http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Mondo/2009/03/sudan-arresto-bashir.shtml?uuid=67c3c3b6-08cc-11de-bfb0-20890a65ddd6&DocRulesView=Libero

http://www.icc-cpi.int/NR/exeres/0EF62173-05ED-403A-80C8-F15EE1D25BB3.htm

http://www.radio.rai.it/radio3/radiotremondo/view.cfm?Q_EV_ID=278354

 

La Corte Penale Internazionale (informazioni di base):

http://it.wikipedia.org/wiki/Corte_Penale_Internazionale

http://www.icc-cpi.int/

 

 


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Saharawi

Saharawi

di Silvia Pochettino – Avvenire del 26/02/2009


(…) Dopo l’invasione marocchina del Sahara sud-occidentale, il popolo saharawi si è ritrovato diviso in tre: coloro che sono rimasti nella patria occupata dal Marocco, coloro che sono fuggiti nel deserto Algerino e, infine, chi si è stabilito nei territori controllati dai ribelli del Fronte Polisario. Il Marocco decise di separare il suo territorio attraverso un impressionante muro lungo 2.700 chilometri, presidiato da 160 mila soldati e protetto attraverso sei milioni di mine anti uomo. (…)

L'articolo: http://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=24783


Informazioni di base:

http://it.wikipedia.org/wiki/Saharawi

http://it.wikipedia.org/wiki/Sahara_Occidentale

http://it.peacereporter.net/conflitti/paese/177


Approfondimenti:

http://www.un.org/Depts/dpko/missions/minurso/

http://saharawi.tsnet.it/

http://www.saharawi.it/

http://www.saharawi.org/sahadoc.htm

http://www.saharawi.info/storia_saharawi_dettagliata.htm

http://digilander.libero.it/khaima/saharawi.html

http://www.riodeoro.it/Pagine/Storia/storia.asp

http://www.sardegna-saharawi.it/code/saharawi/LINGUA/IT

http://www.radioradicale.it/argomenti-av/saharawi

http://www.pavonerisorse.to.it/cinema/saharawi.htm

 

 



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La strage dei popoli indigeni non si è mai fermata

La strage dei popoli indigeni
non si è mai fermata


Nonostante alcuni popoli si siano ripresi grazie alla demarcazione delle loro terre ottenuta dalla mobilitazione dell’opinione pubblica, purtroppo, il genocidio continua in vaste aree del mondo. In altre parole, se da un lato il numero dei membri delle popolazioni più grandi e protette è stabile o in crescita, tuttavia, il numero dei popoli in se e per se continua a diminuire. Il genocido dei popoli più vulnerabili continua.

L'articolo:

http://www.corriere.it/cronache/09_febbraio_23/indios-coppola_77985498-04ec-11de-bb75-00144f02aabc.shtml


Informazioni di base:

http://it.wikipedia.org/wiki/Popoli_indigeni

http://www.survival.it/inizio

http://www.unimondo.org/Guide/Diritti-umani/Diritti-dei-popoli-indigeni

http://www.salvaleforeste.it/gente-di-foresta.html


Approfondimenti:

http://un.org/esa/socdev/unpfii/documents/DRIPS_it.pdf

http://www.ilo.org/indigenous/lang--en/index.htm

http://www.ilo.org/public/english/standards/egalite/itpp/index.htm

http://www.gfbv.it/3dossier/popoli/pop1.html

http://lnx.internacialingvo.org/eo/modules.php?op=modload&name=Downloads&file=index&req=viewdownload&cid=10

http://sullastradaonlus.blogspot.com/2008/10/le-riflessioni-dei-popoli-indigeni.html

http://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=24828

http://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=24830

 

 

 



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Somalia, paese fantasma

Somalia, paese fantasma


Nella Somalia frantumata e proseguono gli scontri armati. Dalle macerie di uno Stato inesistente è spuntato fuori a Mogadiscio un nuovo gruppo armato, capeggiato da Hezbul Islam, che ha rivendicato l’attacco alle forze dell’improbabile governo somalo e le truppe dell’Unione Africana che hanno sostituito gli odiatissimi soldati etiopi, chiamasti a spegnere il potere delle Corti Islamiche che controllavano una capitale ormai ridotta ad uno scheletro calcinato di cemento. (…)

L'articolo: http://www.greenreport.it/contenuti/leggi.php?id_cont=18231


Informazioni di base:

http://it.wikipedia.org/wiki/Somalia

https://www.cia.gov/library/publications/the-world-factbook/geos/so.html

http://www.unicef.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/428

http://news.bbc.co.uk/1/hi/world/africa/country_profiles/1072592.stm


Approfondimenti:

http://it.peacereporter.net/parolachiave/1/somalia

http://www.medicisenzafrontiere.it/msfinforma/comunicati_stampa.asp?id=1926

http://www.articolo21.info/8029/notizia/somalia-ucciso-il-direttore-di-horn-afrik.html

 



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Climate Change and Food Security: The Need for a Human Rights Based Approach

Climate Change and Food Security: The Need for a Human Rights Based Approach


by Christoph Bals (Germanwatch), Sven Harmeling (Germanwatch) and Michael Windfuhr (Brot für die Welt)



Climate change will affect developing countries most heavily. Their limited response capacities lead to particular challenges: They have limits to forecasting changing weather conditions, particularly extreme weather events, or to investing in infrastructure such as dams or other mechanisms of flood control. Response capacities are also needed to enable changes in the use of agricultural crops and varieties as well as irrigation and land use techniques. Affected families need support in order to cope with the need to migrate or to cover such costs as damages to home, land, or family. It is important to differentiate between adaptations that can be done at the household level, locally, by national governments and where international support may be needed.
While some priority action needs to be urgently implemented in adapting to the short-term consequences of climate change, adaptation must be viewed as a long-term challenge for societies. "Mainstreaming", or integrating this challenge into sectoral and other policies and programs at different levels of decision making, is necessary. One priority must be reducing vulnerability to climate change. In particular, adaptation policies must address the negative effects and hardships felt by the most vulnerable groups. Ecosystem management plans that allow for multi-sectoral response dealing with whole livelihood systems are needed in addition to sectoral responses. This study summarizes available instruments for responses at different levels and in key vulnerable sectors. The study recommends that adaptation policies need to be closely monitored in order to guarantee that means are spent meaningfully.
A human rights-based assessment can help to best orient adaptation policies and the use of all instruments towards most vulnerable groups and to set priorities on who should receive support first and what can be implemented progressively. One of the strengths of this approach is that it helps to set up procedural participation guarantees for affected communities. This includes having access to relevant information (transparency) and the right to complain. A second strength is that a rights-based approach requests a specific outcome. Governments have to prove that they focus their policy and budget decisions toward the most vulnerable groups and that no group is overlooked. Governments have to prove that their own adaptation policies do no harm i.e. deprive people from access to food or water.
Development cooperation can play a crucial role in all stages of the adaptation policies. Different actors can play different parts. Bi- and multi-lateral aid can help integrate adaptation into policy development. Capacity must be built at all stages of the adaptation process in developing countries, from disaster preparedness and early warning to insurance schemes and policy design issues. Other stakeholders, such as the scientific community and NGOs, should be included into adaptation planning. Aid organisations often have access to the most vulnerable groups and they can assist with their experiences in project management and implementation, as well as by mobilizing internationally available knowledge.
Financing these adaptation measures will need adequate international support. The study discusses the UNFCCC-supported National Action Plans for Adaptation (NAPAS) as well as the strength and weaknesses of the newly introduced Adaptation Fund under the Kyoto Protocol. The UNFCCC process will likely take major decisions about the future adaptation process at the end of 2009.


Climate change and human rights


National policies - regarding health, education, social services, taxation and subsidies, property rights and their legal protection etc. - often reflect the interests of powerful sectors and are seldom oriented towards the needs of vulnerable and marginalized groups. This is true for formal and informal political decision-making structures. Particularly, marginalized women and men in rural areas and in poor quarters of urban conglomerates do not benefit from them. They usually have no access to a functioning legal system, land-registration systems, and justice and appeal mechanisms for checking discriminatory laws or their practices, and so on. National governance as well as international policies can be determinants of poverty and exclusion.
International trade policies often have a direct impact on the income of poor producers or consumers. Policies of multilateral institutions can and sometimes do limit states’ capacities to act in favour of poorer segments of their societies. A rights-based orientation for adaptation policies can help to overcome such forms of discrimination and exclusion. It may not be able to overcome all forms of institutionalized, historic marginalization, but they can at least avoid aggravating existing inequalities. Moreover, if adaptation policies are not well designed, they might not achieve their own objective - supporting those affected the most. Instead, the money would again be directed towards those more powerful within the society.
A rights-based approach stimulates analysis and reflection on the causes of entitlement-failure and allows a more precise description of roles, obligations, and responsibilities of different actors in the development process. It is a way of reducing the accountability-gap, which works against the poor in many countries.
A rights-based approach asks for an end to the violation of the most vulnerable groups and aims for positive outcomes for those groups. It also sets result-oriented standards for the political processes. Such approaches must be participatory, transparent, and non-discriminatory. To sum up, rights-based adaptation policies are a good tool to ensure that funds earmarked for adaptation are spent reasonably. It would be helpful if the Office of the High Commissioner for Human Rights, the FAO, and the UNFCCC would develop a rights-based adaptation policy checklist that could help governments design adaptation policies accordingly.



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This article was first published as part of the study "Climate Change, Food Security and the right to Adequate Food", conducted by Germanwatch and Bread for the World. The study analyzes the relationship between climate change and food security, evaluates the findings systematically and incorporates them into policy recommendations for the national and international level, focusing on the development of policies to adapt to climate change.

The complete study is available at http://www.germanwatch.org/klima/climfood.htm

Christoph Bals is Executive Director of the Policy Department at Germanwatch, Sven Harmeling is Senior Advisor for Climate and Development at Germanwatch and Michael Windfuhr heads the Team Human Rights at Bread for the World.


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