Recensione: Il volto brutale della guerra

IL VOLTO BRUTALE DELLA GUERRA

di Victor Davis Hanson, Garzanti 2005, pp.333, € 25,00


Dopo gli attacchi dell’11 settembre, sono stati in molti a dire che il mondo sarebbe cambiato per sempre, anche se nessuno sapeva esattamente come. Victor Davis Hanson, uno tra gli storici militari più apprezzati e discussi di questi anni, ha provato a immaginare come sta cambiando la guerra dopo il crollo delle Due Torri. Per capirlo, ha ricostruito tre battaglie del passato che hanno drammaticamente influenzato il modo in cui combattiamo e pensiamo ancora oggi.
A Okinawa, nel 1945, la disperata e feroce resistenza di un nemico pronto a tutto comportò perdite altissime e spinse gli americani a sganciare le atomiche su Hiroshima e Nagasaki – una decisione cha ha cambiato per sempre il corso della storia.

La sconfitta dei confederati a Shiloh, nel 1862, costò la vita al più geniale stratega sudista, il generale Albert Sidney Johnston. Per molti segna il punto di svolta della Guerra civile americana: questa sconfitta ha fatto sorgere un mito, secondo il quale solo un tragico accidente del destino permise la vittoria dell’Unione.
Il terzo caso esemplare analizzato da Hanson è una dimenticata ma fondamentale battaglia della guerra del Peloponneso. A Delio, nel 424 avanti Cristo, a poche miglia dalla loro città, gli ateniesi vennero rovinosamente sconfitti: questo esito ispirò sia una tragedia di Euripide sia la svolta della filosofia di Socrate (uno dei pochi sopravvissuti alla carneficina), e soprattutto pose le basi per le tattiche della fanteria occidentale.
Utilizzando il passato per farci capire quello che accade oggi, Il volto brutale della guerra esplora la natura dei conflitti armati nel mondo odierno in cui è praticamente impossibile vedere due eserciti che si scontrano in campo aperto e dove sono sempre più civili inermi a pagare il prezzo più alto della follia dei potenti.